A 5 anni dal Piano made in Usa i fatti dimostrano il totale fallimento su ogni fronte

Non esiste probabilmente migliore prova pratica del fallimento del
Plan Colombia dell’attuale blocco armato del dipartimento meridionale di
Putumayo per mano dei guerriglieri delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia
(Farc). Mentre il Plan Colombia originale, della durata di cinque anni e
costato 3 miliardi di dollari, si avvicina alla fine, le Farc continuano il
loro blocco armato da quasi due settimane paralizzando così Putumayo e
obbligando il governo a rifornire di cibo mediante un ponte aereo, le città della
regione isolate.
Obiettivo Putumayo. Quando il programma contro il narcotraffico fu lanciato, nel dicembre
del 2000, la regione di Putumayo costituiva il primo obiettivo del Plan
Colombia. Il fine era ridurre drasticamente la produzione di
cocaina, migliorare l’economia della zona e diminuire seriamente le capacità militari
delle Farc, riducendo i loro finanziamenti provenienti dalla coca.
E palese, dunque, che l'attuale blocco dei ribelli faccia sorgere seri dubbi sull’efficacia
del
Piano, proprio in un momento in cui l’amministrazione Bush promette di estendere
il
programma.
Com’è andata esattamente? Le
tante campagne di fumigazioni aeree hanno in parte diminuito la
coltivazione della coca, ma
ci sono ancora abbondanti piantagioni sia a Putumayo che in altre
regioni, dove prima dell'inizio delle fumigazioni la coca non era
nemmeno concepita. Inoltre, dopo
cinque anni del Plan il prezzo, la purezza e la disponibilità di
cocaina nelle città statunitensi resta assolutamente invariata.
Le politiche militaristiche antidroga degli Stati Uniti in Colombia non solo
non hanno contrastato il flusso di cocaina verso le città statunitensi, ma non
hanno neppure fornito valide alternative economiche ai contadini colombiani
ridotti in miseria, tanto che, adesso, l’economia di Putumayo versa in
condizioni pessime, molto peggiori di prima.
La voce della verità. Come ha notato di recente un abitante di
Puerto Asìs, una delle città più
grandi della regione: “Le cose qui sono peggiorate molto da quando sono
iniziate le fumigazioni. L’economia della città adesso è così
malandata. La povera gente che si guadagnava da vivere con la vendita
delle foglie di coca adesso non ha soldi
e il risultato è che tutte le attività in città ne soffrono.”
E’ chiaro che il Plan Colombia non è riuscito né a ridurre il flusso di
cocaina verso gli Stati Uniti né a fornire valide alternative economiche a
Putumayo. E cosa dire del terzo obiettivo dichiarato, ovvero
diminuire drasticamente le capacità militari delle Farc?
Per rispondere a
questa domanda diamo un’occhiata a un campione di articoli
da Putumayo:
·
“I guerriglieri della principale organizzazione di
ribelli, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, controllano tutte le
strade che attraversano l’area. Il risultato è che città e villaggi isolati
hanno visto diminuire le scorte di cibo, benzina e acqua potabile... Il governo
ha trasportato nella regione 120 tonnellate di riso, latte, fagioli, olio da
cucina ed altri generi alimentari. Un carico di 100 tonnellate sarà inviato
giovedì.”
New York
Times
·
“I funzionari locali nella provincia meridionale di
Putumayo affermano che la gente sta terminando cibo e medicine come risultato
di un blocco da parte dei ribelli della loro regione. I guerriglieri dalle Forze
Armate Rivoluzionarie della Colombia, le FARC, impediscono la libera
circolazione di beni e persone in quattro aree di Putumayo.”
BBC News
·
“ Il “blocco armato” delle FARC ha paralizzato la provincia di
Putumayo...creando penuria di medicine, cibo e benzina.”
Associated Press
Questi ritagli di giornale probabilmente suonano familiari a
quanti hanno
letto i recenti articoli sul conflitto colombiano. Eppure questi brani
non
provengono dalle ultime notizie sugli attuali blocchi dei guerriglieri
a Putumayo, bensì risalgono a ben cinque anni fa, prima della campagna
di fumigazioni.
Le seguenti
citazioni, invece, sono stralci di articoli attuali:
·
“ I guerriglieri delle Forze Armate Rivoluzionarie
della Colombia (FARC) hanno paralizzato la provincia meridionale di Putumayo.
In alcune parti della provincia hanno tagliato l’elettricità e bloccato strade,
obbligando il governo a rifornire mediante un ponte aereo scorte di prima
necessità e cibo.”
BBC News
·
“Niente benzina. Niente elettricità. Niente acqua. I
ribelli hanno dichiarato lo stato di Putumayo nella Colombia meridionale una
“no-drive zone” e hanno iniziato a far saltare i ponti, le torri elettriche e
le strutture per la produzione del petrolio. Putumayo è paralizzata. Gli automobilisti hanno paura di guidare
nelle strade di campagna. La maggior parte dei distributori di benzina sono a
secco. Le Nazioni Unite hanno detto di essere “molto preoccupate per la penuria
di cibo ed altri elementi indispensabili nello stato”.
Associated Press
Niente è cambiato. Basandosi sulle notizie è evidente che la capacità militare delle Farc nel
cuore della regione-obiettivo principale del Plan Colombia
non è diminuita. Inoltre, dato che l’attuale blocco fa seguito all’ondata di
attacchi sferrata dai guerriglieri nel corso degli ultimi sei mesi, che ha
provocato la morte di più di 200
soldati colombiani in tutto il paese - compresi 19 a Putumayo - è difficile
sostenere che il Plan Colombia abbia drasticamente agito sulle Farc.
Dunque, l’incapacità di contrastare il flusso di cocaina verso gli
Stati Uniti, lo stato ancora drammatico
dell’economia nelle regioni colombiane che coltivano la coca e l’ininterrotta
efficacia militare della guerriglia, dopo cinque anni di Plan Colombia, pone l’ovvia
domanda: perchè continuare a finanziarlo?
La risposta è complessa. Innanzitutto, per molti funzionari statunitensi non è mai
stato
importante che funzionasse oppure no. Certo, alcuni politici Usa lo
hanno votato perchè veramente
convinti che combattere le droghe alla radice sia una mossa strategica
intelligente, ma verosimilmente molti altri hanno detto
sì per ragioni che hanno poco a che fare con la fattibilità del
programma. Nessun politico, per esempio, voleva apparire debole sul
fronte della
droga, soprattutto in periodo elettorale. Ma la questione è più
intricata. Fa riflettere, infatti, che la maggior parte dei tre
miliardi in
aiuti militari stanziati per la Colombia non sono mai arrivati a
destinazione,
bensì sono finiti nel giro dei profitti di
compagnie statunitensi come Sikorsky (elicotteri Black Hawk); United
Technologies (restauro degli elicotteri Huey), Dyncorp (fornitori
civili),
Lockheed Martin (sistemi radar ed altri equipaggiamenti di
intelligence) ecc.
I
membri del Congresso le cui campagne elettorali sono state finanziate
da queste
compagnie o che
rappresentavano Stati in cui tali compagnie sono localizzate, quindi,
avevano ragioni
politiche ed economiche per approvare il Plan Colombia, ragioni che
avevano
poco a che fare con la sua effettiva capacità di diminuire l’uso della
cocaina
negli Stati Uniti.
Infine, la guerra alla droga ha fornito agli Stati Uniti una giustificazione
per intensificare il proprio ruolo militare nel conflitto civile colombiano in
un periodo in cui la forza militare e l’efficacia delle Farc stava toccando
nuove vette.
Soldi, soldi, soldi. In altre parole, il Piano Colombia ha poco a che fare con
la guerra alla droga e molto di più
con la protezione degli interessi politici ed economici degli Stati Uniti nella
regione colombiana.
In definitiva i poveri abitanti di Putumayo sono stati poco più
che pedine
in un gioco messo a punto per soddisfare gli interessi delle varie
lobbies
economiche di Washington. Il petrolio di Putumayo è la ragione che
probabilmente farà sì che gli Stati Uniti continueranno a finanziare
il Plan Colombia. A partire dal 2002 a Putumayo è aumentato lo
sfruttamento
del petrolio da parte di compagnie straniere e questo ha provocato
continui attacchi
delle FARC alle infrastrutture petrolifere per protestare contro lo
sfruttamento delle risorse del paese da parte delle multinazionali. Il
fatto
che il centro di interesse del conflitto si sia spostato dalla coca al
petrolio
non è stato trascurato dalla popolazione di Putumayo. Come ha
recentemente
fatto notare un abitante: “Tutti sanno che il conflitto in Medio
Oriente è
dovuto al petrolio. Ecco, i problemi della Colombia non sono così
diversi. Forsa la
coca se ne sta andando ma c’è ancora petrolio. E fino a che ci sarà
petrolio ci saranno soldi e poteri forti. E allora i
gruppi armati non se ne andranno perchè a loro interessano i luoghi in
cui c’è
denaro e potere".