12/08/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



A 5 anni dal Piano made in Usa i fatti dimostrano il totale fallimento su ogni fronte
di Gerry Leech*
 
Un cocaleros raccoglie le foglie a Putumayo.Non esiste probabilmente migliore prova pratica del fallimento del Plan Colombia dell’attuale blocco armato del dipartimento meridionale di Putumayo per mano dei guerriglieri delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc). Mentre il Plan Colombia originale, della durata di cinque anni e costato 3 miliardi di dollari, si avvicina alla fine, le Farc continuano il loro blocco armato da quasi due settimane paralizzando così Putumayo e obbligando il governo a rifornire di cibo mediante un ponte aereo, le città della regione isolate.
 
Obiettivo Putumayo. Quando il programma contro il narcotraffico fu lanciato, nel dicembre del 2000, la regione di Putumayo costituiva il primo obiettivo del Plan Colombia. Il fine era ridurre drasticamente la produzione di cocaina, migliorare l’economia della zona e diminuire seriamente le capacità militari delle Farc, riducendo i loro finanziamenti provenienti dalla coca. E palese, dunque, che l'attuale blocco dei ribelli faccia sorgere seri dubbi sull’efficacia del Piano, proprio in un momento in cui l’amministrazione Bush promette di estendere il programma.
 
Com’è andata esattamente? Le tante campagne di fumigazioni aeree hanno in parte diminuito la coltivazione della coca, ma ci sono ancora abbondanti piantagioni sia a Putumayo che in altre regioni, dove prima dell'inizio delle fumigazioni la coca non era nemmeno concepita. Inoltre, dopo cinque anni del Plan il prezzo, la purezza e la disponibilità di cocaina nelle città statunitensi resta assolutamente invariata.
Le politiche militaristiche antidroga degli Stati Uniti in Colombia non solo non hanno contrastato il flusso di cocaina verso le città statunitensi, ma non hanno neppure fornito valide alternative economiche ai contadini colombiani ridotti in miseria, tanto che, adesso, l’economia di Putumayo versa in condizioni pessime, molto peggiori di prima.
 
Bambini in un campo devastato dalle fumigazioniLa voce della verità. Come ha notato di recente un abitante di Puerto Asìs, una delle città più grandi della regione: “Le cose qui sono peggiorate molto da quando sono iniziate le fumigazioni. L’economia della città adesso è così malandata. La povera gente che si guadagnava da vivere con la vendita delle foglie di coca adesso non ha soldi e il risultato è che tutte le attività in città ne soffrono.”
E’ chiaro che il Plan Colombia non è riuscito né a ridurre il flusso di cocaina verso gli Stati Uniti né a fornire valide alternative economiche a Putumayo. E cosa dire del terzo obiettivo dichiarato, ovvero diminuire drasticamente le capacità militari delle Farc?
 
Per rispondere a questa domanda diamo un’occhiata a un campione di articoli da Putumayo:
·        “I guerriglieri della principale organizzazione di ribelli, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, controllano tutte le strade che attraversano l’area. Il risultato è che città e villaggi isolati hanno visto diminuire le scorte di cibo, benzina e acqua potabile... Il governo ha trasportato nella regione 120 tonnellate di riso, latte, fagioli, olio da cucina ed altri generi alimentari. Un carico di 100 tonnellate sarà inviato giovedì.”
New York Times
·        “I funzionari locali nella provincia meridionale di Putumayo affermano che la gente sta terminando cibo e medicine come risultato di un blocco da parte dei ribelli della loro regione. I guerriglieri dalle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, le FARC, impediscono la libera circolazione di beni e persone in quattro aree di Putumayo.”
BBC News
·        “ Il “blocco armato” delle FARC ha  paralizzato la provincia di Putumayo...creando penuria di medicine, cibo e benzina.”
Associated Press
Questi ritagli di giornale probabilmente suonano familiari a quanti hanno letto i recenti articoli sul conflitto colombiano. Eppure questi brani non provengono dalle ultime notizie sugli attuali blocchi dei guerriglieri a Putumayo, bensì risalgono a ben cinque anni fa, prima della campagna di fumigazioni.
 
Le seguenti citazioni, invece, sono stralci di articoli attuali:
·        “ I guerriglieri delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) hanno paralizzato la provincia meridionale di Putumayo. In alcune parti della provincia hanno tagliato l’elettricità e bloccato strade, obbligando il governo a rifornire mediante un ponte aereo scorte di prima necessità e cibo.”
BBC News
·        “Niente benzina. Niente elettricità. Niente acqua. I ribelli hanno dichiarato lo stato di Putumayo nella Colombia meridionale una “no-drive zone” e hanno iniziato a far saltare i ponti, le torri elettriche e le strutture per la produzione del petrolio. Putumayo è paralizzata.   Gli automobilisti hanno paura di guidare nelle strade di campagna. La maggior parte dei distributori di benzina sono a secco. Le Nazioni Unite hanno detto di essere “molto preoccupate per la penuria di cibo ed altri elementi indispensabili nello stato”.
Associated Press
 
Putumayo, donne che lavano i panni nel fiumeNiente è cambiato. Basandosi sulle notizie è evidente che la capacità militare delle Farc nel cuore della regione-obiettivo principale del Plan Colombia non è diminuita. Inoltre, dato che l’attuale blocco fa seguito all’ondata di attacchi sferrata dai guerriglieri nel corso degli ultimi sei mesi, che ha provocato la morte di più di 200 soldati colombiani in tutto il paese - compresi 19 a Putumayo - è difficile sostenere che il Plan Colombia abbia drasticamente agito sulle Farc.
Dunque, l’incapacità di contrastare il flusso di cocaina verso gli Stati Uniti,  lo stato ancora drammatico dell’economia nelle regioni colombiane che coltivano la coca e l’ininterrotta efficacia militare della guerriglia, dopo cinque anni di Plan Colombia, pone l’ovvia domanda: perchè continuare a finanziarlo?
 
La risposta è complessa. Innanzitutto, per molti funzionari statunitensi non è mai stato importante che funzionasse oppure no. Certo, alcuni politici Usa lo hanno votato perchè veramente convinti che combattere le droghe alla radice sia una mossa strategica intelligente, ma verosimilmente molti altri hanno detto sì per ragioni che hanno poco a che fare con la fattibilità del programma. Nessun politico, per esempio, voleva apparire debole sul fronte della droga, soprattutto in periodo elettorale. Ma la questione è più intricata. Fa riflettere, infatti, che la maggior parte dei tre miliardi in aiuti militari stanziati per la Colombia non sono mai arrivati a destinazione, bensì sono finiti nel giro dei profitti di compagnie statunitensi come Sikorsky (elicotteri Black Hawk); United Technologies (restauro degli elicotteri Huey), Dyncorp (fornitori civili), Lockheed Martin (sistemi radar ed altri equipaggiamenti di intelligence) ecc. I membri del Congresso le cui campagne elettorali sono state finanziate da queste compagnie o che rappresentavano Stati in cui tali compagnie sono localizzate, quindi, avevano ragioni politiche ed economiche per approvare il Plan Colombia, ragioni che avevano poco a che fare con la sua effettiva capacità di diminuire l’uso della cocaina negli Stati Uniti.
Infine, la guerra alla droga ha fornito agli Stati Uniti una giustificazione per intensificare il proprio ruolo militare nel conflitto civile colombiano in un periodo in cui la forza militare e l’efficacia delle Farc stava toccando nuove vette.
 
Truppe speciali dell’Esercito Colombiano addestrate a proteggere le infrastrutture petrolifere di Putumayo.Soldi, soldi, soldi. In altre parole, il Piano Colombia ha poco a che fare con la guerra alla droga e molto di più con la protezione degli interessi politici ed economici degli Stati Uniti nella regione colombiana.
In definitiva i poveri abitanti di Putumayo sono stati poco più che pedine in un gioco messo a punto per soddisfare gli interessi delle varie lobbies economiche di Washington. Il petrolio di Putumayo è la ragione che probabilmente farà sì che gli Stati Uniti continueranno a finanziare il Plan Colombia. A partire dal 2002 a Putumayo è aumentato lo sfruttamento del petrolio da parte di compagnie straniere e questo ha provocato continui attacchi delle FARC alle infrastrutture petrolifere per protestare contro lo sfruttamento delle risorse del paese da parte delle multinazionali. Il fatto che il centro di interesse del conflitto si sia spostato dalla coca al petrolio non è stato trascurato dalla popolazione di Putumayo. Come ha recentemente fatto notare un abitante: “Tutti sanno che il conflitto in Medio Oriente è dovuto al petrolio. Ecco, i problemi della Colombia non sono così diversi. Forsa la coca se ne sta andando ma c’è ancora petrolio. E fino a che ci sarà petrolio ci saranno soldi e poteri forti. E allora i gruppi armati non se ne andranno perchè a loro interessano i luoghi in cui c’è denaro e potere".
Categoria: Guerra, Risorse, Politica
Luogo: Colombia
Articoli correlati:
05/08/2005 Spiragli e trattative: Si avvicina una conclusione positiva del conflitto colombiano?
28/07/2005 Silenzio assenso: Forse una svolta nel governo di Uribe. Vuole aprire il dialogo con l’Eln e le Farc
23/07/2005 Condanna. Senza appello: Cooperante spagnola riceve minacce di morte via mail da un gruppo di paramilitari delle Auc
28/06/2005 E guerra sia: Le Farc uccidono 25 soldati e scatta la controffensiva. Uribe sposta il governo in una base militare
17/06/2005 Per la giustizia: Intervista a Padre Javier Giraldo, gesuita colombiano che da anni sfugge alle minacce di morte dei paramilitari
09/06/2005 Ancorati alla Terra: Due avvocati colombiani denunciano l'emergenza indios e le violenze paramilitari
27/05/2005 Da oltre quarant'anni: Morti, feriti, sfollati, ammalati, affamati, spaventati. Niente di nuovo: è la guerra
23/05/2005 Situazione incandescente: Cristiano Morsolin, giornalista minacciato a Bogotà, racconta la Colombia oggi
13/05/2005 Salute fantasma: L'assistenza sanitaria in Colombia è un bene difficile da raggiungere
06/05/2005 Verità in fuga: Minacciato il giornalista italiano che ha denunciato un massacro compiuto da paramilitari
07/04/2005 In fuga per la pace: La Comunità di Pace San José de Apartado costretta ad abbandonare la propria terra
10/03/2005 Omicidi di pace: Luis Eduardo Guerra, leader campesino, è stato assassinato. Il ricordo di chi lo ha conosciuto
02/03/2005 Un italiano seguestrato e ucciso: I paramilitari hanno ucciso un giovane turista italiano in Colombia
24/02/2005 La rabbia nel cuore: Il terzo anniversario del sequestro di Ingrid Betancourt da parte delle Farc.
23/02/2005 Libera Luz: La storia di una sindacalista campesina arrestata perchè difende i diritti dei più deboli.
09/02/2005 Effetti collaterali: Desplazados, effetti collaterali degli orrori della guerra.
05/02/2005 I misfatti dello Stato di Fatto: Colombia, incursione dell'esercito. Ucciso un altro leader contadino
17/01/2005 Colombia - Venezuela. E' crisi: I due paesi sull'orlo della rottura. Chavez blocca gli scambi commerciali
17/01/2005 Sfollati in nome della pace: I desplazados colombiani, portati via con la forza dall'esercito. La denuncia
03/01/2005 Pace falsa: Secondo il governo la pace è vicina. Ma i fatti lo smentiscono
30/12/2004 In nome della terra: La lotta della comunità di Tabaco contro le multinazionali del carbone
07/12/2004 Ostaggi della violenza: Scontri al confine tra Ecuador e Colombia, vittime tra i civili
03/12/2004 Il monologo: Aspre critiche al processo di pace del presidente Uribe
24/11/2004 Amici per la pelle: Bush rinnova l'alleanza con Uribe per la lotta al terrorismo. E l'opposizione teme il totalitarismo
17/12/2003 La guerra dei bambini: Le storie dei baby soldati arruolati da guerriglieri e paramilitari nella loro folle guerra civile
02/11/2004 Lasciateci in pace: Sos dalla Comunità di Pace di San José di Apartado: "Salvateci dai paramilitari"
08/10/2004 Ancora sangue: Ucciso il sindacalista contadino colombiano che partecipò al Social Forum Europeo
06/07/2004 I paramilitari negoziano il disarmo: Obiettivo dei colloqui: entro dicembre 2005, far deporre le armi ai paramilitari
19/06/2004 Le verità sul massacro di La Gabarra: Discordanti le versioni sull'uccisione di trentaquattro persone
18/06/2004 Lacrime di coccodrillo: Strage di Gabarra: "Erano narcotrafficanti non contadini uccisi dalla guerriglia"
02/06/2004 Una scommessa per la libertà: Al via il quattordicesimo festival internazionale di poesia contemporanea
07/04/2004 Uribe attenta alla democrazia: La Colombia rischia una svolta autoritaria
08/03/2004 Corsa agli armamenti: Uribe acquista carri armati dalla Spagna
12/02/2004 Tutti contro Uribe. Ma non basta: Molte le manifestazioni contro la politica reazionaria del suo governo
23/01/2004 Uccisa a ventuno anni perché indigena: Si batteva per il riconsocimento dei diritti e della dignità del suo popolo, gli U'Wa
05/01/2004 Tensione ai confini: Terremoto politico tra Venezuela e Colombia per l’ennesimo sconfinamento di truppe militari
25/11/2003 Bambini sequestrati. E' emergenza: Ad affermarlo è un documento dell´osservatorio sui sequestri "Paìs Libre"
30/10/2003 Svolta a sinistra: In un solo fine settimana, il presidente conservatore Uribe ha perso due volte
Conflitto in quest'area: La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti: